Perché è così importante l’acido folico nelle gravidanze


Un corretto dosaggio di vitamina B9 previene la formazione di difetti cardiaci e del tubo neurale del feto. È una delle raccomandazioni che ginecologi e pediatri comunicano subito, non appena vengono a conoscenza di una gravidanza. Supplementare la dieta con acido folico (o vitamina B9) – la cui sintesi endogena è insufficiente a soddisfare il fabbisogno – è tra i primi compiti richiesti alle future mamme. Il comportamento a tavola di un genitore, infatti, condiziona in maniera importante lo sviluppo del futuro neonato. Qualità del cibo ed energia in esso contenuta: le raccomandazioni sono diverse e portano spesso la donna, una volta scoperta la gravidanza, a cambiare in maniera decisa le proprie abitudini alimentari.
L’ULTIMA EVIDENZA – I comportamenti non sono privi di effetti e i numerosi studi condotti sull’argomento negli ultimi anni hanno aiutato a chiarire il nesso di causa-effetto esistente tra la dieta materna e lo sviluppo di alcuni difetti nella formazione degli apparati del nascituro. L’ultimo riscontro arriva da una ricerca pubblicata sull’American journal of epidemiology, dal titolo più che mai chiaro: “I modelli alimentari materni sono associati al rischio di sviluppare difetti cardiaci e del tubo neurale”. Gli studiosi statunitensi dell’università del North Carolina hanno dimostrato l’effetto di quattro diversi tipi di diete – prudente, occidentale, occidentale a basso contenuto calorico e messicana – sullo sviluppo della progenie, utilizzando i dati tratti da uno studio sulla prevenzione nazionale dei difetti del tubo neurale condotto tra il 1997 e il 2005. Risultato? Le mamme che non avevano integrato la dieta con acido folico avevano una probabilità più alta di avere figli con difetti del tubo neurale. «In queste situazioni possono aumentare i casi di spina bifida (incompleta chiusura di una o più vertebre risultante in una malformazione del midollo spinale, di differente gravità a seconda dell’entità del difetto stesso, ndr) e anencefalia (assenza di una gran parte dell’encefalo e del cranio, ndr) – spiega Gian Vincenzo Zuccotti, ordinario di pediatria e direttore del centro universitario per la ricerca nutrizionale dell’Università degli Studi di Milano -. L’acido folico è una molecola fondamentale nella biosintesi di dna ed è essenziale per quei tessuti le cui cellule mostrano un elevato turn-over (midollo osseo e cute) ed è fondamentale per lo sviluppo dell’embrione». Le abitudini alimentari di alcune mamme che seguivano la dieta occidentale – basso consumo di frutta e verdura, alto di grassi saturi – hanno provocato ripercussioni sullo sviluppo cardiaco del neonato, con un aumento dei casi di Tetralogia di Fallot (o sindrome del bambino blu).
LE RACCOMANDAZIONI – L’integrazione della dieta con acido folico dovrebbe essere idealmente intrapresa a partire da almeno un mese prima del concepimento (nelle gravidanze programmate) a un dosaggio pari a 400 microgrammi al giorno. Nelle gravidanze a maggior rischio di sviluppo di difetti del tubo neurale (già riscontrati in precedenti gestazioni, in casi di obesità, diabete o epilessia materna), la dose dovrebbe essere aumentata a 4-5 milligrammi al giorno. Secondo le linee guida pubblicate nel 2012 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la supplementazione di acido folico, unitamente a quella di ferro, dovrebbe essere somministrata alle donne per l’intera durata della gravidanza, al fine di migliorarne l’esito e ridurre l’incidenza di anemia.
ALIMENTI FORTIFICATI – L’acido folico, pur trovandosi in abbondanza nelle verdure a foglia verde (carciofi, broccoli, asparagi, spinaci, lattuga), nei legumi (fagioli, ceci) e in alcuni frutti (arance, fragole e frutta secca), ha una ridotta biodisponibilità. Le verdure fresche, conservate a temperatura ambiente, possono perdere fino al 70% del loro contenuto in folati in tre giorni. Inoltre i folati sono idrosolubili e perdite considerevoli si verificano nei processi di cottura. Anche per questo sono indispensabili gli integratori, che vengono assorbiti quasi totalmente nell’intestino. La fortificazione è il processo attraverso cui vengono aggiunti agli alimenti degli ulteriori nutrienti, generalmente minerali o vitamine. Alcuni alimenti sono fortificati con l’aggiunta di vitamina B9 di sintesi durante il processo produttivo: cereali da colazione, biscotti, fette biscottate, succhi di frutta. Tuttavia i responsabili del centro malattie rare dell’istituto Superiore di Sanità ne consigliano un uso moderato per evitare eccessi di assunzione di acido folico.
Fabio Di Todaro
